I soliti retrogradi. Le solite speculazioni politiche e filosofiche che nulla hanno a che fare con la sicurezza di un farmaco e la sua commercializzazione. E in Italia restiamo sempre indietro rispetto agli altri paesi.
"Donna! Partorirai con dolore e se proprio non vuoi partorire o non puoi farlo almeno soffrirai e non soffrirai solo psicologicamente, ma ti verrà reso tutto più difficile, perchè rendere una cosa difficile è il miglior deterrente che ha una morale agonizzante".
A me resta il dubbio...
Oggi su repubblica è apparso questo articolo sulle gravidanze giovanili negli Usa. Pare ci sia una relazione fra i programmi visti in televisione dagli adolescenti e la possibilità di incorrere in gravidanze giovanili indesiderate. Certamente la Tv gioca il suo ruolo nel codizionare la vita dei ragazzi, ma a me viene un dubbio. Perchè mai si accusa solo la televisione? Non ci saranno anche carenze forti da parte della famiglia e della scuola? I ragazzi sono curiosi, quindi è logico che cerchino di vedere in tv o su internet programmi con situazioni di sesso. Ma se ricevono in casa o a scuola una corretta informazione in ambito sessuale dovrebbero essere consci della necessità di prendere precauzioni. I telefilm che vengono citati (Friends e Sex and the city) non sono programmi di educazione sessuale. L'educazione dei ragazzi non spetta alla tv o a internet. Però è anche vero che sempre più ragazzi cercano nella rete informazioni sulla contraccezione, sul sesso, ma anche sulle relazioni. Perchè? Perchè chi dovrebbe farsi carico dell'informazione non la fa passare. Perchè è molto facile pensare che a 12 anni i figli- alunni siano ancora piccoli bambini e quindi rimandare a quando saranno più grandi. Poi però si scopre che i ragazzi il sesso lo fanno lo stesso e lo fanno presto. Impreparati perchè gli adulti che li circondano sono ancor li a pensare che giochino con le bambole e le macchinine. Insomma, bisognerebbe proprio che qualcuno si facesse carico della loro educazione. Inoltre c'è un altro fenomeno che mi spaventa. Quello che repubblica oggi non ha sottolineato è che in america, e anche in Italia temo, ci sono molte ragazzine che vedono con estrema positività il fatto di divenire madri a 15-16 anni. Non hanno coscienza di che cosa significhi crescere un figlio, delle responsabilità che comporti e della maturità che ci vuole. Pensano che i bambini siano bambolotti da portare a passeggio nel parco con la carrozzina e da vestire con tutine pastello. Poi quando si ritrovano madri nella maggior parte dei casi, impreparate, escono pazze o lasciano i figli in totale affidamento dei nonni. A mio parere non basta spegnere la tv se passa Sex and the city, bisogna affrontare discorsi concreti in casa, a scuola. E non sempre accusare gli altri per le proprie mancanze.
Due notizie inquietanti in due giorni...
...solo ieri si assisteva a questo...
Clikka sul preservativo e godi.
O forse no. Perchè alcune farmacie non vendono preservativi per questioni morali. Peccato che l'obiezione di coscienza non sia prevista per la contraccezione. Ma come si evitano gli aborti allora? Con l'astinenza no?! Che domande. In un paese in cui il sesso per piacere è peccato cosa c'era da aspettarsi alla fine? Ecco invece cosa servirebbe in Italia: stop a situazioni di questo tipo che sono interruzioni di pubblico servizio. Stop a chi non prescrive la pillola del giorno dopo. Si ai distributori di preservativi fuori da ogni farmacia e a stand espositivi ben visibili. Si all'informazione sulla contraccezione. Si alla vendita dei preservativi in distributori vicino ai locali frequentati dai giovani e alle scuole superiori. Si alla promozione dei consultori. Si alla diffusione della visita ginecologica annuale. Si alla diffusione di tutti i metodi contraccettivi previa necessaria informazione. Si all'educazione sessuale, fatta bene e in modo scientificamente corretto, in tutte le scuole. Basta con il falso moralismo.
...e oggi...
Ci risiamo...
Cronache dal paese delle banane. Ancora una prestazione dovuta negata, ancora un'interruzione di pubblcio servizio. Negli ospedali di Roma non si riesce ad ottenere una rapida prescrizione della pillola del giorno dopo, metodo contraccettivo d'emergenza (e per questo efficace se assunto nel più breve tempo possibile dal rapporto a rischio). Contraccettivo NON abortivo e quindi NON è possibile parlare di obiezione. Questo vuol dire esporre al rischio di aborto le donne, donne che se evidentemente hanno necessità della pillola non desiderano una gravidanza. A questo punto l'avere un figlio mi pare quasi che, nella mentalità di tante persone, sia una punizione per un atto impuro. Altrimenti, se si trattasse di una libera scelta, non ci sarebbe tanto can can intorno al tema della contraccezione. Siamo a due notizie inquietanti in due giorni. Se si esclude la notizia dei due gay pestati a Roma per essersi tenuti mano nella mano, se no la quota sale. Pare che il problema di fondo per noialtri siano l'amore e il sesso. Lo trovo terrificante.
Io non so più che cosa pensare...
Vi riporto un'interessante notizia di alcuni giorni fa che ho preso, per correttezza, da questo sito.
Venerdì 13 Giugno 2008
L'obbligo di prescrizione medica per la contraccezione d'emergenza non ha fondamento scientifico: si tratta, piuttosto, di una imposizione di carattere burocratico, che ostacola le donne nell'esercizio dei loro diritti e che si deve a ragioni politiche di stampo integralista e clericale. Questo ostacolo, quindi, deve essere rimosso, non soltanto nella pratica delle strutture sanitarie, ma anche e soprattutto negli aspetti formali che lo legittimano: è questo l'obiettivo del servizio notturno d'emergenza lanciato venerdì 13 giugno alla conferenza stampa a Roma, nella sede del Partito Radicale, che coinvolgerà decine di medici disponibili a prestare un'opera di "Soccorso Civile" in favore delle donne e del loro diritto all'autodeterminazione.
Presenti alla conferenza stampa: Marco Cappato, europarlamentare radicale e Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Mirella Parachini, ginecologa, membro di Direzione dell'Associazione Coscioni e vice presidente FIAPAC , Lisa Canitano, ginecologa e Presidente dell'Associazione Vita di Donna, Alessandro Gerardi, avvocato, membro della Direzione nazionale di Radicali italiani, che ha sta seguendo le cause di questi giorni, presso il Tribunale di Roma, sul diniego dei medici a prescrivere la pillola del giorno dopo, ed Alessandro Capriccioli, membro di giunta dell'Associazione Coscioni e responsabile del portale "Soccorso Civile", e Camila Raznovich, presentatrice televisiva, intervenuta telefonicamente.
Lo sportello d'emergenza è attivo da oggi a Roma, al numero ![]()

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333 9856046
tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina; a Milano, al numero ![]()

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345 5011223
non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Penso sia un'iniziativa lodevole e che finalmente mette in chiaro la funzione della pillola del giorno dopo.
Contraccettivo NON abortivo.
E spero che l'iniziativa si estenda anche ad altre città.
La rassegna stampa di oggi è da una parte estremamente confortante, dall'altra da invece l'idea di che situazione sia quella delle donne in Italia oggi giorno.
Oggi sono state infatti ufficializzate le modifiche alla legge sulla procreazione assistita realizzate da Livia Turco.
Ma sempre di oggi è la notizia di una donna che sta decidendo di abortire per la vita da precaria e senza prospettive che conduce. I figli sono un lusso che non tutti possono permettersi. E se ci si facesse meno pippe sui temi di etica e più discorsi su come aiutare concretamente la maternità forse sarebbe anche meglio.
Lo sapevo che non poteva durare...le cazzate ricominciano a viaggiare sui quotidiani on line.
Analisi delle cazzate sparate da Bresciani:
Io, come assessore, sto alle leggi e le applico. Ma in questo caso c´è un vuoto normativo di cui è responsabile il ministro Turco. Però, da un punto di vista scientifico, non ho nessuna difficoltà a dire che stiamo parlando di una pillola abortiva.
Anche se è classificata, a livello internazionale, come contraccettivo d´emergenza.
«Ma ci rendiamo conto di quello di cui stiamo parlando o no? La pillola del giorno dopo si basa su un intervento farmacologico ormonale che impedisce all´ovulo fecondato di annidarsi nell´utero. E quindi, anche se ufficialmente si parla di contraccezione d´emergenza, di fatto questo che cos´è, se non un aborto?».
Ennesima ed estenuante precisazione: la pillola del giorno dopo NON E' abortiva. E' una banale concentrazione alta del principo attivo della comune pillola anticoncezionale. Il suo scopo è quello di BLOCCARE l'ovulazione se si è in tempo. Se l'ovulo al momento dell'atto sessuale era già li bello e pronto la frittata è fatta. Prova del fatto che il principio attivo della pillola non è abortivo è il fatto che molte donne che fanno degli errori di assunzione dell'anticoncezionale ormonale (pillola, anello, cerotto) e restano incinte, anche se continuano fino a fine del blister (o del trattamento) ad assumere l'anticoncezionale non per questo abortiscono. Il discorso legato al non annidamento è piuttosto quello legato alla spirale. La spirale infatti non impedisce la fecondazione dell'ovulo (anche se quelle di ultima generazione spesso contengono anche un principio attivo che la rende poco frequente), ma si basa sul non annidamento dell'ovulo, anche di quello eventualmente fecondato.
Bellissime poi le parole rivolte alle donne che faticano a farsela prescrivere.
E quindi l´odissea della donne a caccia della pillola continua.
«Basta che trovino un medico che gliela prescriva e poi vadano in farmacia a comprarsela a 11 euro. Che poi ci siano attese, o che debbano andare da un posto all´altro per avere la prescrizione, non ci riguarda».
Certo! Il problema sono sicuramente gli 11 euro, non i medici che non la prescrivono.E certamente è bello che la cosa non riguardi gli amministratori....chi era già che aveva detto "Me ne frego" e quell'altro che aveva detto "Me ne lavo le mani"...mah...
commenti (4) in rassegna stampa, riflessioni a mente aperta
Quando il caos regna sovrano.
Continua il dibattito legato all'inchiesta della procura di Pisa nei confronti di quei medici che non avrebbero prescritto la pillola del giorno dopo alle ragazze che ne facevano richiesta.
L'Avvenire appoggia la decisione di questi medici dicendo che si tratta di una strumentalizzazione politica con fini elettorali. Credo sia giusto chiarire alcune cose. La pillola del giorno dopo non è abortiva. Nello specifico si tratta dello stesso principio della pillola anticoncezionale, ma somministrato a livelli molto più alti, che dovrebbero (nel caso l'ovulazione sia già avvenuta e in seguito a questa un eventuale concepimento non può fare nulla) inibire l'ovulazione. Qui a lato troverete anche il link di un volantino realizzato tempo fa da alcuni medici che spiegano, in caso di totale emergenza, come dosare un normale anticoncezionale orale per ottenere la pillola del giorno dopo. Questo perchè nel caso qualche cretino si rifiuti di prescrivere la pillola del giorno dopo, se si ha un'amica che assume un contraccettivo orale si può utilizzare il suo con i dosaggi indicati. Ovviamente questo è rischioso per la salute, ma quando si dice a mali estremi estremi rimedi...meglio di un eventuale aborto. Questo per spiegare che NON EQUIVALE ad un aborto. Quindi non riesco a capire su che cosa si faccia obiezione. Allora non si dovrebbero prescrivere nemmeno contraccetivi. E allora perchècavolo si fa il medico alla guardia medica? Ripeto, se hai problemi confessionali vai a fare l'ortopedico o il cardiologo che è meglio. La questione grave è che il messaggio che passa è quello di terrorizzare i giovani che devono ricorrere a questo aiuto, mentre si dovrebbe puntare sulla disponibilità del personale medico sanitario.
Il principio è quello non del sesso responsabile, ma del terrorismo. Non devi fare sesso e se lo fai devi accettare di fare un figlio come conseguenza. I figli non sono conseguenze, sono altro, molto di più dell'esito imprevisto di una scopata a mio modesto parere.
Io credo che ci debbano essere procedimenti penali che puniscano questi medici per negligenza e credo ci debbano essere forti investimenti per un'educazione sessuale, una prevenzione e un'assistenza di qualità e ovunque presente. BASTA CON LE CAZZATE!
Aggiornamenti della domenica di rassegna stampa
LaRepubblica
Il corriere
Su segnalazione della Pardafora vi linko un articolo molto interessante.
Da qui si capisce come mai manchi in italia una vera esecuzione della 194, come mai si piangano lacrime di coccodrillo su tanti aborti. Mi chiedo, ma perchè non prescrivere questo farmaco? Non è abortivo! Non è questione di coscienza. Se no un medico si potrebbe rifiutare di somministrare insulina o antibiotici chessò. Tutto questo fa parte delle follie italiane.
La notizia di oggi sembra aver sconvolto mezzo mondo quindi, nostante sia latitante in questi giorni, la rilancio anche qui. Voi che ne pensate signori? Apriamo le danze, per una volta, da opinionisti (ma senza eccedere eh?).
Rassegna stampa di oggi...un pò monotematici in Vaticano...
Il papa oggi ha detto
L'Avvenire contro l'ordine dei medici
Per quanto io mi sforzi non ce la posso fare. Il vaticano sembra volermi provocare. Traggo spunto da un bel post di un mio amico, che linkando l’articolo di repubblica sulle ultime dichiarazioni della chiesa circa famiglia, omosessuali, sesso e scienza, ha analizzato punto per punto ogni passaggio. Io non voglio ripetere, dunque mi focalizzo solo su alcuni punti.
La donna. La chiesa sembra vivere un secondo periodo di caccia alle streghe demonizzando la figura femminile emancipata e il femminismo. Io non ho mai fatto mistero di essere femminista in senso moderno, ovvero di ritenere che le battaglie per i diritti delle donne non siano finite e che un’ uguaglianza che non sia omologazione al mondo maschile non sia ancora stata raggiunta, e mi sento offesa dall’accusa fatta nei confronti del femminismo.
"Femminismo ha contribuito a crisi". Il femminismo ha esacerbato le relazioni tra i sessi e accentuato il carattere polemico della relazione tra maschi e femmine, denuncia il Vaticano, attribuendo ai movimenti femministi la colpa di aver rafforzato la visione "puramente individualistica dell'uomo e della donna", incitando al "superamento della famiglia". "Unendosi nella donazione reciproca piena - afferma il documento del Vaticano - le persone divengono sempre più vicine l'una all'altra, pur conservando la propria identità. L'unione carnale, di carattere individualista, diventa essa stessa occasione di disputa o di guerra, nella misura in cui uno dei partner non si considera soddisfatto sul piano del piacere, o su quello dell'utilità". In tal senso è possibile vedere "che una concezione puramente individualista dell'uomo e della donna, opponendosi alla famiglia, è incompatibile con un'autentica solidarietà intergenerazionale".
Il femminismo non ha mai combattuto contro la famiglia, ha solo sottolineato che la famiglia dev’essere una scelta, fare figli una scelta, sposarsi una scelta, non un obbligo sociale. La donna è completa anche senza l’uomo, senza figli e senza famiglia. Una donna che non senta dentro di se la “vocazione” alla famiglia non prova nessun vuoto nel non crearla. Tempo fa la donna non sposata era una zitella. Tempo fa la donna che faceva sesso e non era sposata era una puttana (e anche ora, insomma…). Tempo fa la donna che cresceva un figlio da sola era guardata come un’appestata.
Il femminismo ha fatto si che la donna potesse scegliere per se stessa, potesse affermare la sua intima identità, che può essere di madre, di moglie, ma anche solo e semplicemente di donna.
L’accusa d’individualismo poi è folle. Le donne che si sono unite per rivendicare i loro diritti solidarizzavano fra loro e con chiunque, maschio o femmina, appoggiasse la loro causa.
A mio avviso per essere felici in coppia o in famiglia si deve prima essere felici e realizzati personalmente. Una donna felice sarà anche una brava moglie e una brava madre.
Sul sesso poi non parliamone. Il rapporto viene visto come la consumazione di un pranzo al ristorante, come uno scambio monetario: un rapporto di vera e propria prostituzione.
Ancora a sottolineare che esiste un sesso buono e uno cattivo…
L’Emilia Romagna ha reso possibile il ricorso alla Ru.
La decisone è stata motivata dal fatto che si tratta della procedura standard di acquisto di farmaci dall’estero. La pillola è già stata ampiamente testata in altri paesi e non si rende per tanto necessario un test italiano. La somministrazione avverrà in conformità alla legge 194 e sempre e solo all’interno del servizio ospedaliero.
Lentamente, ma si fanno passi avanti.
E poi accade questo e una persona si chiede fino a che punto possiamo considerare superati i barbari retaggi culturali del passato...
La dicussione continua nel post sotto.
Ecco...su queste cose credo si debba fare un casino della miseria (e passatemi il linguaggio). È questa l'opinione della terza sezione penale della Cassazione che ha accolto il ricorso di un 41enne ad avere uno sconto di pena per l'abuso sessuale commesso nei confronti della figlia tredicenne della convivente. In sostanza i giudici della Cassazione pensano, anzi ne sono più che sicuri, che sia di più modeste proporzioni l'impatto devastante della violenza sessuale quando a subirlo è una adolescente non più vergine. Questo perché, spiegano i togati, accogliendo il punto di vista dello stupratore:« La personalità della vittima, dal punto di vista sessuale è molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età».
Da L'unità (si, sono faziosa):
Cassazione, sentenza scandalo: stupro meno grave se la minore non è vergine
Sconcertante sentenza della corte di Cassazione che ritiene meno grave lo stupro di una minorenne, anche se si tratta di una ragazzina di appena quattordici anni, se la vittima ha già avuto rapporti sessuali. Questo perché la corte ritiene che siano più lievi i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti, con altri uomini, prima dell'incontro con il violentatore.
Quindi chi violenta una minorenne, come quella del caso affrontato dalla Cassazione, vissuta in un ambiente socialmente degradato e difficile, e della quale abusa essendo per di più il convivente della madre, può ottenere il riconoscimento dell’ attenuante del fatto di minore gravità invocato in nome della perduta illibatezza della vittima.
Una sentenza che fa riflettere se si pensa che la stragrande maggioranza degli abusi avviene proprio nell'ambito familiare. Le statistiche denunciano chiaramente come il maggior numero di denunce appartenga proprio all'area parentali.
All'epoca dei fatti la ragazzina aveva 14 anni e il patrigno 40. L'uomo, dopo aver abusato della ragazzina viene condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione. La corte d'Appello di Cagliari il 25 novembre 2003 gli rifiuta lo sconto di pena che aveva chiesto sulla base delle «modalità innaturali del rapporto», ritenuti tali da compromettere «l'armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima».
Ma il caso arriva in Cassazione dove, la corte, ha concesso lo sconto di pena richiesto. La sentenza è spiegata dai giudici sulla base di due fattori. Il primo è che la ragazzina era consapevole e aveva acconsentito ad avere un rapporto orale dopo aver rifiutato un rapporto completo. Il secondo è che:« la ragazzina, già a partire dall'età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporto sessuali con uomini di ogni età, così che è lecito ritenere che già al momento dell'incontro con l'imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente
aspettare da una ragazza della sua età».
Il collegio che ha emesso questo verdetto è stato presieduto da Umberto Papadia, il consigliere relatore è stato Franco Mancini, gli altri togati sono Amedeo Postiglione, Mario gentile e Giovanni Amoroso.
La sentenza sembra in contrasto con la legge vigente. E contro la decisione della cassazione si sollevano anche alcuni giuristi come il presidente nazionale degli avvocati per i minori e le famiglie, Manuela Maccaroni, che parla di una sentenza «errata tecnicamente e moralmente».
Un errore tecnico prima di tutto assicura il legale che cita gli articoli e da esaurienti spiegazioni in materia:« l'articolo 609 quater, comma due, del codice penale parla chiaro e prevede la reclusione da cinque a dieci anni per chi compie atti sessuali con una persona che al momento del fatto non ha compiuto sedici anni quando il colpevole sia il genitore anche adottivo». Un articolo sufficiente a determinare una pena grave, secondo Manuela Maccaroni, «senza alcuna necessità di approfondire le abitudini della ragazza o il suo sviluppo fisico». La Maccaroni parla anche di errore morale perché é assurdo pensare che se una ragazza ha già avuto dei rapporti allora la violenza è meno grave. E sorge un dubbio: «non sarà che solo perchè ha avuto dei rapporti la si considera una cattiva ragazza e si traggono delle conclusioni?».
Di sentenza pericolosa parla il penalista Carlo Federico Grosso ex-vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura che teme se ne possa fare un caso di giurisprudenza:« pericolosa perchè enuncia come principio di diritto generale un dato che non può avere una portata ed una valenza appunto generale». E ancora« È una sentenza insensata e viziata dalla presunzione e dalla credenza dei giudici che la donna che ha rapporti sessuali è già di per se poco seria».
Insomma non si può transigere sul dato inequivocabile: la violenza. «Lo stupro è un reato orribile per chi lo compie avverte Grosso a prescindere dall'età e per me va sempre sanzionato, non si può esser tolleranti con chi abusa delle donne e dei minori».
Breve e parziale riassunto a uso e consumo di Blanche e di chi vorrà e avrà la pazienza di leggere.
Di solito non parlo di me nel blog, ma stasera mi scuso se il post sarà convulso, un po’ disarticolato e parziale…sono molto stanca e la stanchezza gioca brutti scherzi.
ULTIMO RICHIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DI DOMANI A MILANO E ROMA!
Stasera a otto e mezzo è andato in scena un dibattito sul aborto.
Poche parti in causa: mons. Miranda, la giornalista Roccella e la rappresentante dell’unione donne italiane.
Poche cose nuove sono state dette, alcune però degne di essere riportate anche se prevedibili.
Mons Miranda infatti ha messo il dito nella piaga sulla questione della libertà femminile: la donna dev’essere responsabile delle sue azioni.
A questo punto viene da chiedersi in quali contesti sia da considerarsi un’irresponsabilità l’aborto; a mio avviso lo è quando la donna è informata sui metodi contraccettivi, ne può usufruire e decide deliberatamente di non farlo pensando che tanto dopo si può risolvere comunque il problema.
Credo che siano poche le donne che fanno questo discorso, la maggioranza usa metodi contraccettivi e si verificano errori oppure non è sufficientemente informata (pensiamo alle adolescenti e alla penosa situazione dell’educazione sessuale nelle scuole).
E’irresponsabilità una volta appurato che non si desidera il figlio o non si è in condizione di tenerlo il decidere di non metterlo al mondo?
Sempre monsignore citava alcuni esempi di come, a suo avviso, sia una questione culturale legata all’individualismo il ricorso all’aborto.
Secondo monsignore e in parte anche secondo la Roccella infatti la maternità è vista come un ostacolo per la donna.
E lasciatemelo dire: lo è. E’una scelta che talvolta comporta sacrifici sul lavoro a cui il padre non è soggetto, sacrifici nella realizzazione personale oltre che di madre a cui il padre non è soggetto, privazioni (anche banali e semplici) a cui, di per se, il padre non è soggetto.
I casi citati riferivano di donne mature, con figli magari che decidevano di abortire per non avere magari il terzo figlio perché non lo desideravano.
Il discorso di mons Miranda si focalizzava su un punto chiave :La vita non desiderata va accolta comunque e la società di oggi afferma invece che ciò che non è desiderato va evitato.
A mio avviso la società non sbaglia. La maternità dev’essere vissuta con gioia, con affetto e desiderio altrimenti è mera riproduzione non genitorialità. La donna che sceglie di non avere altri figli può avere mille motivazioni, che nessuno magari si è sognato di esaminare.
L’aborto non è solo per le ragazze madri, per le donne povere e derelitte.
Il progresso, la cultura ci hanno insegnato che non siamo bestie, non ci riproduciamo solo per perpetuare la stirpe, ma perché abbiamo progetti d’amore nei confronti dei figli, vogliamo crescerli serenamente e dargli quanto più possiamo.
Sempre monsignore affermava che dovrebbe essere dato un ruolo più importante al padre nella scelta per legge. Il padre è importante, fondamentale, ma non è lui, per questioni di diversità biologica che nessuno spero metta in discussione, a portare avanti la gestazione, a partorire e a nutrire il figlio. Il padre, come diceva giustamente la portavoce dell’unione delle donne è individuo (solo, unico) la donna in gravidanza si sdoppia: è lei, ma anche altro. La donna subisce gli effetti corporei della scelta della gravidanza. Si parlava tanto d’individualismo, come se fosse una cosa sbagliata, come se i figli si facessero per un’entità superiore e non per se stessi. Bisogna ricordarsi che fare figli è prima di tutto una volontà personale di diventare genitori. Certamente questo non vuol dire che ogni bambino “non programmato” sia da rifiutare, ma la riflessione sul diventare genitori, sul desiderio di esserlo va fatta, prima (preferibilmente) o dopo l’atto sessuale.
Altrimenti si hanno casi di genitori che non svolgono il loro ruolo perché non lo sentono, perché mettono al mondo bambini, non fanno figli.
Si è parlato di contraccezione, poco però, perché è tabù. Il sesso è tabù.
Bello l’intervento della rappresentante dell’unione donne italiane sulla RU: infatti ha spiegato che non ha senso discutere sulla tecnologia, che di per se non ha etica, ma sulla cultura, sulla società in cui viene immessa. Non si può impedire il progresso della scienza, si può far si che le persone la utilizzino seguendo la razionalità. Si deve lavorare sulla promozione di una società meno legata al consumismo, alla perfezione, alla bellezza e allora le tecnologie verranno utilizzate per giusti fini.
Il problema non è la RU per chi la critica: è l’aborto e su questo si deve ragionare.E ora chiudo scusate…aspetto commenti per un dibattito più decente del post.
commenti (10) in rassegna stampa, riflessioni a mente aperta
Domani a Milano e a Roma si scende in piazza per affermare che ogni individuo deve avere la libertà di scegliere per se stesso riguardo alle sue scelte esistenziali.
La legge deve tutelare tutti i cittadini. Non tutti i cittadini si riconoscono nell’etica cristiana.
Ieri Benedetto XXVI è tornato a “pontificare” (stranamente vicino alla data della manifestazione) condannando l’uso di farmaci che nascondano in qualche modo la gravità dell'aborto, come scelta contro la vita.. Grazie.
Le donne ringraziano per la considerazione che il pontefice dimostra nei loro confronti. Forse si crede ancora anacronisticamente che la donna si diverta ad abortire? Che lo faccia con leggerezza? Che lo ritenga un metodo contraccettivo? La gravità della scelta non verrà modificata dall’uso di nuove tecniche meno invasive. Verrà modificato il dolore fisico. A questo punto ritengo che per il papa il dolore fisico sia necessario per provare quello spirituale oppure che serva ad espiare un peccato di lussuria.
Penso.
E poi incalza con i pacs: Oscurare il valore e le funzione della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione i propri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è in realtà effettiva esigenza sociale, è sbagliato.
Per lei non ce ne sarà esigenza. Per le persone, e sono tante, che li richiedono, pare che questa esigenza ci sia. I tempi cambiano, non li si deve per forza assecondare, ma quando un popolo sovrano fa una richiesta credo sia dovere di uno stato discuterne. In più i pacs non ledono alcuna libertà altrui, sono un’opportunità in più, non in meno santità.
Su questo si divorerebbe riflettere.
E ancora una volta…TUTTI IN PIAZZA!!!
commenti in rassegna stampa, riflessioni a mente aperta
In piazza ragazzi e ragazze! In piazza! Ci stanno letteralmente inculando e noi siamo qui piegati a novanta gradi che diciamo “Prego accomodatevi!”. In piazza per difendere il diritto alla libertà di scelta personale, in piazza per fare i NOSTRI interessi e allo stesso tempo quelli degli altri per una volta! In piazza perché se continuiamo così, se continuiamo a marciare verso uno stato che tutela una sua sola componente un giorno non ci sarà forse più data la possibilità di farlo! Informatevi, immedesimatevi e per una volta imparate a farvi i fatti vostri, altrimenti ci penserà qualcun altro.
Quello che noi vediamo lontano, quello che ci sembra non possa toccarci né accadere può rivelarsi molto vicino a noi (e non è una minaccia, ma uno stimolo a riflettere un attimo).
E quindi tutti in piazza il 14 gennaio per NOI STESSI!
Vi invito a leggere un inserto di Repubblica di oggi che potete trovare qui, che a mio avviso spiega in modo molto realistico le problematiche legate alla maternità e alla scelta di portarla avanti o meno da parte di una donna (si ringrazia TheZar per l’aiuto bibliografico, eh..eh..).
In particolare io vorrei soffermarmi su uno dei testi in particolare, questo, perché oltre ad effettuare un parallelo decisamente pregnante fra messaggio evangelico e realtà del dibattito definisce in modo inequivocabile il punto chiave per il quale dev’essere la donna e la donna soltanto ad avere l’ultima parola circa la maternità. IN QUESTO POST USERO’ ESPRESSIONI E RIFERIMENTI APPROPRIATI ANCHE SE NON RAFFINATI. GLI SCHIZZINOSI SI ASTENGANO DALLA LETTURA.
La donna decidendo di avere un figlio non si trova nelle stesse condizioni di un uomo che opera questa scelta. E’inutile fare della falsa retorica sull’equivalenza di maternità e paternità: certo, l’amore è lo stesso e io non metto in discussione il fatto che molti padri, se la natura l’avesse permesso avrebbero “partorito” i loro figli, ma così non è e proprio nella gravidanza, nel parto e nel periodo dell’allattamento sta la differenza abissale fra le due condizioni.
Inoltre non dimentichiamo il caso dei padri che non partecipano in alcun modo alla fase pre e post natale e che quindi sono coinvolti, al di là di mantenimento ed educazione, nell’atto della creazione di una nuova vita solo per quanto riguarda il momento del concepimento.
La donna affronta per nove mesi i cambiamenti che il suo corpo deve subire per permettere la crescita e lo sviluppo del bambino. La donna affronta il travaglio e il parto.
La donna, non sempre, ma spesso, allatta il figlio e si adegua ai suoi tempi per mesi per poterlo fare.
Il padre può assistere la compagna mentre vomita nei primi mesi di gravidanza, può supportarla nei momenti in cui gli ormoni la rendono depressa o nervosa, può massaggiarle la schiena quando è a pezzi per il peso della pancia, può dirle che è bellissima lo stesso quando lei si sente una balena, può darle una mano in tutte quelle piccole faccende che diventano più complicate col pancione, può accompagnarla ai corsi pre parto, può accompagnarla in sala parto, può farle forza nei momenti di depressione post parto, può svegliarsi con lei nel cuore della notte per aiutarla ad allattare…ma…queste cose, pur con tutto il supporto del mondo sono fatte dalla donna, con il corpo della donna.
Il dolore, il disagio, la sofferenza anche morale si affrontano benissimo se si desidera un bambino, con gioia, con amore, perché si ha la prospettiva di stringere fra le braccia, di allevare, di veder crescere il frutto dell’amore con il compagno.
Tuttavia in molti casi non è così. In molti casi manca l’amore, in molti casi non è il momento per avere un figlio, in molti casi la donna non si sente pronta ad affrontare tutto quello che l’aspetta per un figlio. Mostruoso a dirsi? Nell’articolo viene sottolineato come anche la madonna abbia ricevuto la richiesta di diventare madre di dio. Non si è ritrovata incinta. L’angelo le ha annunciato la volontà divina, ma è stata lei a dire di si, ad accettare di ricevere una nuova vita dentro di se.
Molte donne non scelgono di diventare madri. Capita. Può capitare bene, al momento giusto e con la persona amata, può non avvenire. E allora? Che senso ha obbligare una donna ad accettare dentro di se qualcosa che non sente come suo?
E non si dica: il figlio è anche tuo, te la sei voluta…Fare sesso è una cosa, fare un figlio un’altra. Il sesso è desiderio irrazionale, il figlio dovrebbe essere la scelta più razionale della propria vita, perché è per sempre, altro che matrimonio!
Anche un figlio “capitato” può essere razionale, ma oggi, non prima della legge che permette l’aborto. Ora una donna che rimane incinta per sbaglio può decidere per una maternità consapevole e affondarla serenamente come una donna che l’ha programmata. Prima no, prima i figli “capitati” si dovevano tenere per forza, salvo poi fargli pesare la nascita.
Cito questa parte di articolo perché esprime con una durezza ma una chiarezza incredibile il sentimento che una donna che rimasta incinta e non volendo il figlio si trova a patire.
Se siete donne dovreste capire bene, se siete uomini provate a riflettere: il titolo “Occupazione. Imporre l’ospitalità a chi non la desidera o a chi non si sente di offrirla equivale a un atto di violenza” …Sfortunatamente succede che la gravidanza non sia il frutto di un’union amorosa di corpi e di anime. E che l’ospite non sia la perpetuazione di un atto d’amore. In questo caso è piuttosto uno straniero che abita il corpo della donna, uno straniero che, in parte, è anche lei.(…) La donna è lacerata fra se stessa e un corpo estraneo che l’assedia dall’interno. Non può sfuggire a questo assedio interiore di una presenza che è e non è lei stessa. E anche se il corpo procede il suo lavoro l’anima non riesce ad accompagnarlo.
Tremendo vero? Vi consiglio di leggere tutto il dossier per una maggiore completezza, ma queste parole dovrebbero far capire, a mio avviso, che non è giusto imporre qualcosa che va contro la stessa identità della persona ad una donna. Una donna che non vuole, non se la sente di diventare madre, non per problemi esterni, come vorrebbe far credere una certa parte, ma perché in se non nutre questo desiderio o sa di non farcela, non può essere obbligata a diventare madre.
Il prossimo post lo dedicherò ad un tema molto sbandierato da chi si pone sempre “a favore della vita”: l’adozione ancor prima della nascita, la scelta di portare avanti la gravidanza e far nascere un figlio che si sa si andrà ad abbandonare. Cavoli…faccio anche le anticipazioni…
A presto. Ah...e per la cronaca...leggete anche questo.
Quando sento affermare che "Chiedere l'abolizione di regole e limitazioni che tutelano la vita fin dal concepimento in nome della libertà e della felicità - affermano i vescovi - è un tragico inganno che produce al contrario la schiavitù e l'infelicità di chi lascia che a costruire il futuro siano da un lato i propri desideri soggettivi, dall'altro una tecnica fine a se stessa e sganciata da ogni riferimento etico".
"La vita - afferma ancora la Cei - precede il creato e l'uomo: l'uomo e con lui ogni realtà vivente è reso partecipe della vita per un gesto di amore libero e gratuito di Dio. Ogni uomo è riflesso del verbo di Dio. La vita è perciò un bene 'indisponibile'; l'uomo lo riceve, non lo inventa; lo accoglie come dono da custodire e da far crescere, attuando il disegno di colui che lo ha chiamato alla vita; non può manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva". mi viene da dire che decidere di vivere per essere felici è un'ottimo scopo esistenziale e che se non siamo felici noi stessi non abbiamo il diritto di far nascere con prospettive d'infelicità qualcun altro.




