Mentre qui tutto taceva, per varie ragioni esistenziali e non, è finalmente arrivata in italia la famigerata Ru486. Scattate immediatamente le polemiche del vaticano e dei benpensanti, che mirano evidentemente a rivedere la legge 194. Grande confusione poi, ancora una volta, fra pillola del giorno dopo e pillola abortiva: un altro duro colpo per la cultura della salute della donna italiana. Mentre infatti i dati statistici dimostrano che dalla legalizzazione dell'aborto il ricorso a questa pratica è largamente calato e si attesta su valori alti ancora per quelle donne che, provenendo da paesi dove l'educazione sessuale e il rispetto per la figura femminile ancora sono molto arretrati, sono da poco arrivate in Italia coi flussi migratori. Polemiche su polemiche che parlano di necessità da parte dei medici di fare obiezione di coscienza...scordandosi evidentemente che la salute della donna va garantita. Ci si dimentica ad esempio che la pillola non consente un aborto "facile" ma anzi, in alcuni casi, è addirittura sconsigliata perché sottopone la donna ad una maggiore pressione psicologica e prolunga nel tempo l'aborto, che, se eseguito in modo meccanico, si risolve in una mezz'ora d'intervento praticato da medico. Nel caso dell'aborto farmacologico invece il medico deve solo seguire la paziente, che assume "da sè" MA NON PER CONTO SUO, COME UN FARMACO DA BANCO, la pillola. Questo attacco strumentale avviene ancora una volta sulla pelle delle donne, quelle stesse donne che sono accusate di prendere facilmente questa pratica. Ci si dimentica che quando si fa sesso si è in due: che non siano gli uomini che troppo spesso prendono facilmente la contraccezione? Comunque la responsabilità, di entrambi, ricade sempre sulla donna, la quale dovrebbe almeno essere libera di di decidere e di portare avanti, senza ostacoli, la sua decisione.
I soliti retrogradi. Le solite speculazioni politiche e filosofiche che nulla hanno a che fare con la sicurezza di un farmaco e la sua commercializzazione. E in Italia restiamo sempre indietro rispetto agli altri paesi.
"Donna! Partorirai con dolore e se proprio non vuoi partorire o non puoi farlo almeno soffrirai e non soffrirai solo psicologicamente, ma ti verrà reso tutto più difficile, perchè rendere una cosa difficile è il miglior deterrente che ha una morale agonizzante".
A me resta il dubbio...
Oggi su repubblica è apparso questo articolo sulle gravidanze giovanili negli Usa. Pare ci sia una relazione fra i programmi visti in televisione dagli adolescenti e la possibilità di incorrere in gravidanze giovanili indesiderate. Certamente la Tv gioca il suo ruolo nel codizionare la vita dei ragazzi, ma a me viene un dubbio. Perchè mai si accusa solo la televisione? Non ci saranno anche carenze forti da parte della famiglia e della scuola? I ragazzi sono curiosi, quindi è logico che cerchino di vedere in tv o su internet programmi con situazioni di sesso. Ma se ricevono in casa o a scuola una corretta informazione in ambito sessuale dovrebbero essere consci della necessità di prendere precauzioni. I telefilm che vengono citati (Friends e Sex and the city) non sono programmi di educazione sessuale. L'educazione dei ragazzi non spetta alla tv o a internet. Però è anche vero che sempre più ragazzi cercano nella rete informazioni sulla contraccezione, sul sesso, ma anche sulle relazioni. Perchè? Perchè chi dovrebbe farsi carico dell'informazione non la fa passare. Perchè è molto facile pensare che a 12 anni i figli- alunni siano ancora piccoli bambini e quindi rimandare a quando saranno più grandi. Poi però si scopre che i ragazzi il sesso lo fanno lo stesso e lo fanno presto. Impreparati perchè gli adulti che li circondano sono ancor li a pensare che giochino con le bambole e le macchinine. Insomma, bisognerebbe proprio che qualcuno si facesse carico della loro educazione. Inoltre c'è un altro fenomeno che mi spaventa. Quello che repubblica oggi non ha sottolineato è che in america, e anche in Italia temo, ci sono molte ragazzine che vedono con estrema positività il fatto di divenire madri a 15-16 anni. Non hanno coscienza di che cosa significhi crescere un figlio, delle responsabilità che comporti e della maturità che ci vuole. Pensano che i bambini siano bambolotti da portare a passeggio nel parco con la carrozzina e da vestire con tutine pastello. Poi quando si ritrovano madri nella maggior parte dei casi, impreparate, escono pazze o lasciano i figli in totale affidamento dei nonni. A mio parere non basta spegnere la tv se passa Sex and the city, bisogna affrontare discorsi concreti in casa, a scuola. E non sempre accusare gli altri per le proprie mancanze.
Giro qui un post di Margherita su Moon cup, a uso e consumo di tutte!
Qualche tempo fa mi capitò tra le mani un volantino di un'erboristeria berica che pubblicizzava un prodotto chiamato Mooncup.
La foto che lo ritraeva scatenò in me una serie ricordi vaghi. Solo successivamente giunsi alla conclusione che ne avevo letto su qualche blog statunitense in un passato non troppo remoto.
Lessi in volantino mentre mi trovavo nel solito bar che frequento d'estate, quando ho bisogno di prendermi una pausa tra una sessione di studio e l'altra. Fin da subito compresi che quel pezzo di carta si era rivelato provvidenziale. Pareva proprio che la fantomatica Mooncup potesse evitarmi parte dei miei sensi di colpa legati a questioni ecologiche.
Mooncup è una coppetta in silicone anallergico che raccoglie il flusso mestruale invece che assorbirlo. Può essere riutilizzata per circa dieci anni. Non so se vi sia mai capitato di riflettere sulla quantità imbarazzante di assorbenti che vengono cestinati ogni anno nel mondo. Non conosco i dati precisi, ma quando ci penso nella mia mente compaiono immagini di distese infinite immondizia che potrebbe essere ridotta drasticamente.
Sfortunatamente mentre leggevo il volantino non mi trovavo da sola o in compagnia di sole donne. Fu così che per poco non vomitai nell'udire una serie di affermazioni ridicole e sessiste che si incentravano su tematiche che credevo ormai superate, almeno da parte di un determinato gruppo umano non più minorenne. Ci tengo dunque a precisare che:
-Mooncup non è utile ai fini della masturbazione.
-Mooncup non è utile per raccogliere il flusso mestruale in modo da poterlo poi riutilizzarlo in cucina.
-Se la vostra ragazza fa uso di Mooncup non avete motivo di essere gelosi.
-L'espressione mucosa vaginale fa ridere esattamente quanto un pezzo di granito poggiato per terra.
-Il ciclo mestruale non implica la necessità di un esorcismo.
-Avere una buona conoscenza del proprio corpo non dovrebbe essere motivo di scherno, specialmente se consideriamo il fatto che questo può prevenire problemi di salute.
Dopo aver letto parecchi commenti positivi online, ho provato Mooncup con la speranza che funzionasse bene anche su di me. A distanza di mesi ho deciso di scrivere questo post per condividere con voi quella che per me è stata una grande scoperta. Ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica in un Paese come l'Italia non è cosa semplice. I nostri sovraordinati votati democraticamente fanno finta di niente. Ricordo molto bene che circa due anni fa Berlusconi affermò che per quanto ne sapeva lui il surriscaldamento globale era solo un insieme di fandonie. Com'è noto il nostro premier ha la tendenza ha blaterare e a contraddirsi a distanza di giorni. Anche se in seguito si è corretto, ciò non toglie che osservando la sua faccia ci sia poco di che sperare.
Credo che il processo attraverso cui si prende coscienza di ciò che è giusto fare per il nostro pianeta e per chi/cosa lo abita non sia fatto di privazioni, come affermano in molti. La soddisfazione che si accompagna alla certezza di aver fatto qualcosa di buono per il bene comune compensa qualsiasi ipotetica nostalgia.
Invito dunque il pubblico femminile di questo blog a provare Mooncup. Se non siete convinte annotatevi il numero di assorbenti che usate ogni mese e moltiplicatelo per gli anni che vi separano dall'ipotetica menopausa.
Inoltre, al di là del contributo significativo per quanto riguarda la salvaguardia dell'ambiente, avrete fatto anche del bene al vostro portafoglio. Mooncup costa circa 35 euro e, come dicevo sopra, può essere riutilizzata per circa dieci anni. Il risparmio è non solo evidente, ma anche sufficiente a farvi svenire.
Pillola e preservativo
Parto dal commento di Azzurra che diceva:
Io ho usato la pillola per un po', il Milvane, una trifasica a medio dosaggio mutuabile.
Ma la pillola mi infastidisce, non reggo mai più di due anni di fila, mi gonfio, ho disturbi vari e mi viene voglia di smetterla.
Le analisi le ho fatte prima di ogni somministrazione, sono state 2 (il primo 2 anni, il secondo 1) i valori sono sempre stati apposto.
Nessun problema grave, solo sintomi fastidiosi.
Se per il mio ragazzo non ci sono problemi io preferisco il preservativo: non è un farmaco, ha un'efficacia contraccettiva alta e va bene sia con il fidanzato nei periodi da impegnata che nei periodi da single (bhè, nei periodi da single è l'unico contraccettivo ipotizzabile!!!)
Certo in una convivenza potrebbe essere un po' costoso usare i preservativi, ma mangari si possono comprare in stock sul sito della Durex...
Come diceva Flora è impossibile fare paragoni fra organismo e organismo per qunto riguarda l'assunzione di farmaci. Azzurra ci ha dato la sua testimonianza sulla pillola Milvane, ma io rilancio sul preservativo. Il metodo più facile da reperire, niente ricetta, niente esami. E' l'unico che protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili. E in questo è utile anche abbinato ai metodi ormonali se non si ha la certezza del buono stato di salute del proprio partner o propria. Ci sono solo alcune accortezze, che riguardano il suo corretto utilizzo. Conservarlo correttamente: non nella tasca dei jeans, non a temperature troppo basse o troppo elevate. Metterlo fin dall'inizio del rapporto stando attenti a posizionarlo correttamente, srotolandolo bene, senza graffiarlo con le unghie, e tenendo leggermente schiacciata la punta serbatoio in modo da far uscire l'aria. Quando il rapporto è terminato allontanarsi dalla partner per sfilarlo e poi legarlo prima di buttarlo via (questo più che altro per questioni igeniche). Spero di ricervere commenti, approfondimenti e pareri su questo metodo. La prossima puntata si parla ancora di pillola, ma speriamo anche che nuovi utenti ci parlino delle loro esperienze con altri metodi...
Ora invece rilancio la domanda di Azzurra: nessuno conosce o usa il metodo Persona?
Parere di Pardaflora
Ci tengo a postarlo anche se molte di voi l'avranno già letto in commento, ma secondo me ne vale la pena.
Se posso permettermi, l'idea (quella del confronto sui metodi contraccettivi) è buona - conosco forum di confronto su farmaci ben più pesanti, e a volte sapere che certi effetti collaterali li hanno anche gli altri può essere utile, se non altro psicologicamente; ma se esistono più principi attivi utilizzabili per la medesima patologia, o in questo caso: scopo (dato che la pillola viene spesso usata anche come farmaco, e comunque al di là di tutto ha anche delle controindicazioni assolute ovviamente valutabili solo caso per caso) un motivo ci sarà, e il medico, che si presume sappia il suo mestiere, è l’unico che può sapere se e perché in prima battuta preferirne uno ad un altro. Ovvio che se poi ci sono problemi, si cambia. Compreso, al limite, il tipo di contraccettivo.
Pero c’è una considerazione essenziale da fare: ogni individuo non solo ha il suo carattere, la sua morfologia etc, ha anche una sua fisiologia, perciò non è per nulla detto che quello che è giusto e funziona bene per Tizio vada bene anche per Caio. Ho esperienza diretta di quanto il medesimo farmaco possa dare pesanti effetti collaterali a uno, e a un altro non darne nessuno o quasi. Il rischio di questi scambi di esperienze è IMHO quello, o di spingere all’automedicazione sulla base dell’esperienza di un organismo diverso dal nostro, quando si tratti di farmaci reperibili anche senza l’obbligo della ricetta ( ma almeno questo non è il caso della pillola); o di andare dal medico con in testa, anche inconsciamente, una serie di pregiudizi e di resistenze mentali (a volte, per carità, giustificatissimi, ma non sempre), basati sull’esperienza di qualcun altro, che magari ha anche altri problemi, che non ti dice o non ritiene importanti, e quindi usa/tollera certi farmaci piuttosto che altri, e ha certi effetti collaterali anziché altri. Per esempio, la persona che scrive per prima non dà nessuna notizia sulla sua anamnesi ginecologica né sul motivo per il quale ha assunto la pillola: esempio banale - presenza di un ovaio policistico o una cisti ovarica, o fibromi uterini in premenopausa, o acne e quindi dosaggi ormonale alterati (anche la sola età, le caratteristiche del ciclo, eventuale dismenorrea etc possono influire sulla scelta di un prodotto anziché un altro, visto che lo scopo che ti poni di ottenere cambia). Ora, è chiaro che uso questo solo come esempio e non intendo assolutamente entrare nel merito della storia clinica della commentatrice.
Il rischio però diventa di far trapelare questi pregiudizi e irritare il medico facendogli un certo tipo e numero di domande, che implicitamente sottintende che non ti fidi di lui (in fondo, rispetto a te lui ha una decina di anni di università al riguardo sulle spalle, più l’esperienza... che uno possa spazientirsi è comprensibile, anchese ci sono in giro dei veri Mengele) o quanto meno sei una paziente scocciante, e finisci magari per essere di conseguenza seguita meno bene di quanto potresti. Oppure ci si possono fare idee errate che poi inevitabilmente influiscono sulla cura, dato che anche la fiducia nel farmaco e nel medico influiscono sull’esito della cura. Quindi, direi, andrebbe forse fatta in modo chiaro questa premessa, che può parere scontata, ma non sono poi così convinta lo sia realmente.
Quanto alla pillola, forse sono banalità, ma bisogna sapere che aumenta il rischio di tromboflebiti, soprattutto nelle fumatrici, e di trombosi (per la quale c’è spesso familiarità, e un bravo ginecologo lo dovrebbe chiedere, oltre a ordinare delle analisi, prima di prescrivere alcunché), magari favorita da un incidente, un trauma o anche uno sforzo abbastanza importante. E’ bene saperlo, perché purtroppo di fronte a una trombosi in donna in età fertile, non tutti i medici, ahimé, si ricordano di domandare se usa estroprogestinici o pillola, ed è grave, perché in quel caso essa VA SOSPESA IMMEDIATAMENTE E PER SEMPRE! dato che diventa un rischio per la vita di chi la assuma. Inoltre può interferire con l’azione di altri farmaci, come per altro molte altre medicine, e non so perché i medici che si ricordano di dirtelo sono pochi, quindi come norma generale, quando si assommano farmaci per motivi diversi, informarne sempre il medico e comunque fare sempre lo sforzo di leggere il “bugiardino” all’interno della confezione, ché per paura di eventuali cause, le case farmaceutiche in genere sono sin troppo dettagliate rispetto a queste cose.
Informazioni sulla pillola Estinette
Ecco cosa dice:
questa è la mia esperienza un pò negativa!!!
Ovviamente si tratta come sempre di pareri soggettivi, ma se passasse di qui qualcuna che volesse avere maggiori informazioni su questa pillola può contattare giogio.

Informazioni sulla pillola Ginoden
Una letterice ha risposto all'appello sulla creazione di una rete dei "metodi contraccettivi".
ViolaBlues ci ha lasciato il suo parere e la sua esperienza con la pillola Ginoden, che vi copio qui sotto.
Per chi fosse interessato o la usasse e avesse dei dubbi ha dato la sua disponibilità ad essere contattata via blog. Cliccate QUI.
Intanto due righe di esperienza:
La Ginoden però va smessa ogni 2 anni per qualche mese perché dopo un po' che la si prende gonfia e da dolori atroci al seno.
Almeno a me.
commenti (8) in contraccezione, esperienze dirette
Fare rete, fare informazione.
Rieccomi qua, per fortuna non si posta solo quando saltano fuori vicende strane...
Scrivo oggi per proporre a chi supporta questo blog un'iniziativa contestuale.
Parlando con giovani ragazze mi sono accorta che il problema dell'informazione sulla contraccezione va al di là di quelle che possono essere le informazioni offerte da medici, consultori o specialisti.
C'è bisogno di confronto diretto con chi usa determinati metodi contraccettivi. Ovviamente, mi dicevano, non sempre questo è possibile perchè magari l'amica di scuola o la conoscente non usano gli stessi anticoncezionali. Ora io proponevo questa cosa, che però non so se troverà gran riscontro...Se dedicassimo un pochino dello spazio sul blog a parlare delle nostre esperienze? A condividere non un sapere tecnico ma un'esperienza di vita che può aiutare chi viene a visitarci?
Io ho fatto la proposta...sappiatemi dire!
Due notizie inquietanti in due giorni...
...solo ieri si assisteva a questo...
Clikka sul preservativo e godi.
O forse no. Perchè alcune farmacie non vendono preservativi per questioni morali. Peccato che l'obiezione di coscienza non sia prevista per la contraccezione. Ma come si evitano gli aborti allora? Con l'astinenza no?! Che domande. In un paese in cui il sesso per piacere è peccato cosa c'era da aspettarsi alla fine? Ecco invece cosa servirebbe in Italia: stop a situazioni di questo tipo che sono interruzioni di pubblico servizio. Stop a chi non prescrive la pillola del giorno dopo. Si ai distributori di preservativi fuori da ogni farmacia e a stand espositivi ben visibili. Si all'informazione sulla contraccezione. Si alla vendita dei preservativi in distributori vicino ai locali frequentati dai giovani e alle scuole superiori. Si alla promozione dei consultori. Si alla diffusione della visita ginecologica annuale. Si alla diffusione di tutti i metodi contraccettivi previa necessaria informazione. Si all'educazione sessuale, fatta bene e in modo scientificamente corretto, in tutte le scuole. Basta con il falso moralismo.
...e oggi...
Ci risiamo...
Cronache dal paese delle banane. Ancora una prestazione dovuta negata, ancora un'interruzione di pubblcio servizio. Negli ospedali di Roma non si riesce ad ottenere una rapida prescrizione della pillola del giorno dopo, metodo contraccettivo d'emergenza (e per questo efficace se assunto nel più breve tempo possibile dal rapporto a rischio). Contraccettivo NON abortivo e quindi NON è possibile parlare di obiezione. Questo vuol dire esporre al rischio di aborto le donne, donne che se evidentemente hanno necessità della pillola non desiderano una gravidanza. A questo punto l'avere un figlio mi pare quasi che, nella mentalità di tante persone, sia una punizione per un atto impuro. Altrimenti, se si trattasse di una libera scelta, non ci sarebbe tanto can can intorno al tema della contraccezione. Siamo a due notizie inquietanti in due giorni. Se si esclude la notizia dei due gay pestati a Roma per essersi tenuti mano nella mano, se no la quota sale. Pare che il problema di fondo per noialtri siano l'amore e il sesso. Lo trovo terrificante.
Io non so più che cosa pensare...




